Laureata in Biologia Sanitaria e in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica con lode accademica, si specializza con un master universitario in Nutrizione Clinica e Preventiva. Acquisisce l’abilitazione professionale con l’Esame di Stato e l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi.
Luglio 13, 2022

Il peso ideale e come calcolarlo

Lug 13, 2022 | Nutrizione, Salute e benessere

Calcolo peso ideale

In questo articolo cercheremo di capire a cosa realmente si fa riferimento quando parliamo di peso ideale e le metodiche per poterlo calcolare e quindi raggiungerlo successivamente.

Molto spesso quando pensiamo al nostro peso ideale facciamo riferimento a quel famoso numerino che vorremmo vedere sulla nostra bilancia. In realtà ciò che conta di più è la nostra composizione corporea, ovvero la nostra massa grassa (FM) e la massa magra (FFM).

Ma cosa s’intende? Per massa grassa intendiamo la percentuale di tessuto adiposo presente nel nostro corpo. Questa a sua volta si divide in:

  • Grasso essenziale: quella percentuale lipidica di cui abbiamo necessariamente bisogno per sopravvivere, la ritroviamo nel Sistema Nervoso, nel midollo, nelle ghiandole mammarie e in molti altri tessuti. Nella donna in particolare questa percentuale risulta essere più alta rispetto a quella dell’uomo, per esigenze legate alla gravidanza.
  • Grasso secondario o di deposito: rappresenta una riserva energetica per l’uomo e lo ritroviamo soprattutto a livello sottocutaneo ma anche a livello viscerale (quest’ultimo di fatto, rappresenta il grasso più pericoloso).

Indicativamente le percentuali fisiologiche di massa grassa, per considerarsi “in forma” sono:

  • Femmina: 25%
  • Maschio: 15%

 

Con il termine massa magra invece facciamo riferimento a tutto ciò che rimane nel nostro corpo privandolo della componente adiposa quindi: la parte muscolare, l’acqua corporea, il glicogeno e i minerali.

Un modo molto semplice per valutare il nostro stato corporeo è il calcolo del BMI (Indice di massa corporea). Per ottenerlo dividiamo il peso attuale della persona, espresso in Kg, per l’altezza della persona espressa in metri alla seconda.

Esempio:

Il signor Mario pesa 70 kg ed è altro 1,75 m

Il suo BMI lo troveremo facendo 70 kg / (1,75 x 1,75) = 22,8
(70 Kg diviso 1,75×1,75)

Ottenuto il nostro valore lo andiamo a confrontare all’interno di una tabella prestabilita:

Quindi, facendo riferimento alla nostra tabella, per avere un peso ideale, il nostro BMI dovrebbe avere un valore compreso tra il 18,5 e il 24,9.

Questo valore può essere preso in considerazione solo nel momento in cui il soggetto considerato non rientra in una categoria particolare, esempio Bodybuilder, donne in gravidanza, bambini.

Infatti molto spesso, il BMI viene considerato un dato grossolano, perché non tiene conto della composizione corporea e quindi potremmo ritrovarci di fronte a due uomini che hanno lo stesso BMI ma il primo uomo è un bodybuilder e quindi il suo peso sarà determinato principalmente dalla sua componente muscolare mentre sul peso del secondo uomo influirà principalmente l’eccesso di tessuto adiposo.

Esame Adipometria uomo seduto sul lettino

Una valutazione più accurata

Per un’accurata valutazione dello stato nutrizionale di un soggetto ci sono altre metodiche che possono essere utilizzate come ad esempio l’antropometria, la BIA, l’adipometria e la plicometria.

Vediamole nel dettaglio:

  1. Antropometria: si tratta della misurazione delle circonferenze del soggetto. Possono essere misurate le circonferenze di vita, addome, fianchi, coscia, braccio e torace. L’antropometria serve a valutare lo stato nutrizionale della persona, variazioni della composizione corporea, analizzare lo stato di sviluppo durante l’accrescimento e infine guardare lo stato di salute della persona. In modo particolare, la circonferenza addominale è indice di possibile aumento di rischio cardiovascolare (> 102 cm negli uomini e > 88 cm nella donna).
  2. BIA: La bioimpedenziometria, anche chiamata BIA, permette di stimare lo stato corporeo del soggetto attraverso il passaggio di una minima corrente elettrica generata tra gli elettrodi attraverso il corpo del soggetto. Nello specifico, vediamo la resistenza da parte del grasso corporeo al passaggio della corrente elettrica, questo ci permette di andare a quantificare la % di massa grassa ma anche la % di massa magra.
  3. Adipometria: metodica permette di andare a valutare i tessuti in maniera qualitativa. Si tratta di un’ecografia che viene svolta per entrambi i sessi sull’addome e sulla coscia, poi sulla Coulotte de Cheval solo per la donna oppure a livello tricipitale solo per l’uomo. Attraverso l’analisi si possono evidenziare sia lo strato di tessuto adiposo sottocutaneo, sia la componente muscolare di una sezione specifica.
  4. Plicometria: metodo non invasivo per valutare il grasso sottocutaneo. Si avvale dell’uso di uno strumento, il plicometro, che va a “pinzare” la plica di pelle determinandone il valore in cm. Purtroppo, ad oggi, tra tutte le metodiche finora trattate, questa rimane poco utilizzata perché risulta avere un ampio margine di errore.

Questi strumenti, se utilizzati insieme, possono offrirci una più accurata analisi della composizione corporea.

Conclusioni

Il nostro consiglio quindi è quello di non soffermarsi semplicemente nella lettura del numerino riportato dalla bilancia e nelle diete fai da te per ottenere il famoso “peso ideale” ma affidarsi a un professionista del settore per valutare la propria composizione corporea e insieme stabilire degli obiettivi per il miglioramento della propria forma fisica e del proprio benessere.

Laureata in Biologia Sanitaria e in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica con lode accademica, si specializza con un master universitario in Nutrizione Clinica e Preventiva. Acquisisce l’abilitazione professionale con l’Esame di Stato e l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi.