Laureato in osteopatia nel 2007 con il titolo DO B.Sc.Ost Uk, ha conseguito il Master di primo livello in Medicina Osteopatica Integrativa presso l’Università Bicocca di Milano. Si è poi specializzato in Osteopatia Pediatrica.
Febbraio 03, 2022

Il ruolo dell’osteopatia nello svezzamento

Feb 3, 2022 | Alimentazione, Pediatria, Salute e benessere

Per capire se è arrivato il momento di affrontare lo svezzamento, la prima domanda da porsi è “quanto il bambino è pronto?”

Spesso i genitori infatti pensano che il bambino sia pronto ad iniziare questa importante fase solo perché cresce bene e velocemente. In realtà questo non basta, vediamo nello specifico il perché.

    Il bambino è pronto? I 3 segnali fondamentali

    Per capire se il bambino è pronto per iniziare con lo svezzamento, ci sono 3 segnali fondamentali:

    1. La scomparsa del riflesso di estruzione: per iniziare con lo svezzamento, è fondamentale che scompaia il riflesso di estruzione.
      Qualora il bambino non fosse ancora pronto infatti, i movimenti della sua lingua (tipici delle prime fasi di vita) non permetterebbero una corretta alimentazione nel momento in cui si decide di introdurre altre tipologie di cibo.

     

    1. La capacità di stare seduto con un supporto: i bambini iniziano a stare seduti da soli intorno agli 8/9 mesi, tuttavia verso i 6 mesi sviluppano la capacità di stare seduti grazie ad un supporto, quindi con la schiena appoggiata e dei supporti laterali che lo sostengano (come avviene ad esempio nel seggiolone).

      In alcuni casi tuttavia il bambino sviluppa la capacità di mantenere la posizione seduta con un supporto più avanti nel tempo, poiché non ha ancora sviluppato la capacità della muscolatura paravertebrale di sostenere la colonna dorsale e della colonna dorsale di sostenere la cervicale.

      È di fondamentale importanza ricordare quindi che se il bambino ha difficoltà a mantenere la posizione sarà rischioso dargli cibi diversi dal latte e sarà quindi più appropriato rimandare lo svezzamento.

     

    1. Il fatto di mostrare interesse per il cibo: è importante che il bambino dimostri interesse per gli alimenti, non solo da un punto di vista di interesse visivo, ma anche da un punto di vista materiale, poiché dev’essere in grado di prendere il cibo e portarlo alla bocca, gestendo con la propria manualità il cibo che ha davanti.

     

    Questi 3 segnali solitamente si manifestano intorno a 6 mesi, tuttavia ogni bambino ha i propri tempi, perciò è possibile che si debba attendere qualche settimana in più.

    Attenzione, questi 3 segnali devono essere presenti contemporaneamente. Il solo interesse per il cibo, ad esempio, non significa che il bambino sia pronto! Abbiate pazienza, è importante che il vostro bambino (e il suo corpo) sia pronto per i cibi solidi.

      Bambino neonato mangia dal cucchiaino

      Il ruolo dell’osteopatia nello svezzamento

      In primo luogo, è di fondamentale importanza la componente anamnestica, ovvero capire come è stato il periodo precedente allo svezzamento.

      Dall’osteopata spesso vengono portati bambini che non hanno problemi dal punto di vista muscolo-scheletrico, ma anche problematiche gastroenteriche. Uno dei motivi principali per cui viene svolta una prima visita osteopatica è infatti la classica colica, molto comune nei primi 3 mesi di vita.

      Capire nell’anamnesi come il bambino si presenta nello svezzamento è importante, anche e soprattutto per evitare in quei genitori che vogliono autogestirsi di dare tante stimolazioni diverse a un bambino che magari nei primi 3 mesi ha avuto gravi problemi gastroenterici.

      Da un punto di vista palpatorio, quello che l’osteopata va a fare è una palpazione di tutto l’addome per percepire eventuali globosità. Esse infatti potrebbero indicare la presenza di tensioni muscolo-scheletriche o tensioni date da distensioni intestinali (quindi generate da aria).

      L’importanza del seggiolone

      Durante lo svezzamento, il mantenimento della corretta posizione seduta non è un optional! I bambini infatti stanno sperimentando non solo nuovi alimenti, ma anche un nuovo modo di alimentarsi complesso e inizialmente faticoso.

      Il seggiolone rappresenta l’unico dispositivo in cui il bambino può stare correttamente seduto durante il momento del pasto, soprattutto all’inizio dello svezzamento.

      L’utilizzo del seggiolone può favorire:

      1. l’introduzione funzionale e sicura degli alimenti e la corretta deglutizione;
      2. il corretto contenimento del bambino;
      3. l’interesse verso il cibo che gli si offre: l’osservazione, la manipolazione del cibo grazie alla postura seduta attiva e grazie al tavolino anteriore, permettono al bambino di essere maggiormente propositivo nel momento del pasto;
      4. la concentrazione sull’attività del pasto: un compito complesso di cui il bambino non ha ancora pieno controllo;
      5. il monitoraggio del bambino: l’adulto si potrà posizionare frontalmente per supportare il bambino e sorvegliare che il suo pasto proceda in maniera sicura.

      Caratteristiche del seggiolone

      Il seggiolone inoltre è l’unico dispositivo dotato delle seguenti caratteristiche:

      1. schienale: aiuta il bambino a sostenere la schiena in una posizione eretta a 90°, posizione sicura per favorire la deglutizione degli alimenti;
      2. sedile non troppo profondo: permette al bambino di stare seduto con le ginocchia piegate, stando in una posizione più attiva e propulsiva verso il tavolino anteriore;
      3. cinture o contenimento pelvico rigido: evita che il bambino scivoli in avanti con il sedere e arretri con la schiena, assumendo una posizione scorretta e pericolosa nel momento del pasto;
      4. vassoio anteriore: utile per il contenimento del bambino e favorisce l’interazione con il cibo che gli si offre;
      5. poggia piedi: permette di avere un punto fisso che gli consente di muoversi con il tronco, rimanendo più stabile nella posizione seduta.
       
       
      Osteopata con bambino neonato

      Tagli sicuri e disostruzione

      Il rischio di soffocamento è una delle maggiori preoccupazioni dei genitori, e uno dei motivi che spingono a non scegliere l’autosvezzamento.
      In questa fase infatti è di fondamentale importanza essere anche in grado di intervenire qualora nel bambino capitasse un’ostruzione parziale o totale.

      Qualsiasi metodologia venga utilizzata, è importante conoscere i tagli sicuri e anche le manovre di disostruzione delle vie aeree.
      Il consiglio è di fare un corso e di farlo fare anche a tutti coloro che si occupano del vostro bambino (ad esempio nonni, zii, babysitter), così che possiate essere preparati a gestire eventuali soffocamenti.

        Conclusioni

        Spesso i genitori non ritengono necessario rivolgersi ad un professionista che li aiuti nel delicato momento dello svezzamento, tuttavia prevenire e controllare questi momenti è di fondamentale importanza per il futuro del bambino.

        La completa autogestione dei propri figli infatti può diventare potenzialmente pericolosa, soprattutto se ci si informa attraverso canali senza basi scientifiche solide.

        Ricordatevi che ogni bambino ha i propri tempi ed è importante saperli rispettare, in modo che la salute del vostro bimbo venga sempre messa al primo posto.

          Laureato in osteopatia nel 2007 con il titolo DO B.Sc.Ost Uk, ha conseguito il Master di primo livello in Medicina Osteopatica Integrativa presso l’Università Bicocca di Milano. Si è poi specializzato in Osteopatia Pediatrica.