Assistente di studio, laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche.
Gennaio 19, 2023

Mindful eating riscoprire il piacere di mangiare

Gen 19, 2023 | Alimentazione, Psicologia, Salute e benessere

Alimentazione inconsapevole: mangiare con il pilota automatico

Nelle nostre vite, così estremamente indaffarate, quanto spesso mangiamo di fretta e con poca attenzione a quello che siamo mangiando?

Spesso mangiare diventa un gesto meccanico, svuotato completamente della sua importanza a livello salutare e psicologico. Inseriamo così il pilota automatico, reagendo istintivamente alla sola vista del cibo, senza fermarci a pensare ai segnali di sazietà che il corpo ci manda.

Ma non solo. Molti di noi infatti usano il cibo anche come sostegno psicologico quando siamo ansiosi, annoiati, insoddisfatti o soli. In questi casi, mangiamo non per nutrire il nostro corpo, ma per consolarci emotivamente o per passare il tempo.

Infine, mangiamo anche seguendo inconsapevolmente aspettative, regole, giudizi e idee sul cibo che spesso derivano dall’ambito familiare in cui siamo cresciuti. Anche se non ce ne rendiamo conto, queste credenze influenzano molto il nostro rapporto con il cibo.

Tutti questi elementi creano un’alimentazione inconsapevole e possono portarci ad avere difficoltà nella gestione positiva del nostro peso corporeo.

    La battaglia con le calorie

    Nel momento in cui decidiamo di voler perdere peso, la nostra mente inizia automaticamente una battaglia con le calorie, ma attenzione! Vivere ogni pasto come una battaglia contro le calorie, non solo ci porta spesso a scegliere diete drastiche (che possono risultare dannose e poco efficaci nel lungo periodo), ma ci porta a vivere ogni pasto come un successo o un fallimento personale.

    Eccedere o sgarrare durante un pasto può scatenare così pensieri negativi sul nostro aspetto, sulla nostra incapacità di mantenere il controllo e sulla nostra debolezza. Finiamo così per abbatterci e per amarci sempre meno.

    La reazione più comune per attenuare il senso di colpa o di vergogna però è proprio quella di cercare conforto nel cibo! Inizia così un circolo vizioso che è molto difficile da spezzare.

    Cos’è la Mindfulness e come può aiutarci?

    La parola “mindfulness” significa “consapevolezza” e portare la mindfulness nella propria vita significa avere consapevolezza di sé prestando attenzione alla realtà nel momento presente, qui e ora, in maniera oggettiva, distaccata e non giudicante.

    Nello specifico, la pratica della mindfulness può essere considerata un processo che, tramite l’applicazione di alcune tecniche di meditazione, ma anche di alcune abitudini nella vita di tutti i giorni, porta l’individuo a divenire consapevole di sé stesso, dei suoi pensieri, delle sue sensazioni e della realtà che lo circonda.

    Si può pensare che la mindfulness sia una pratica religiosa o una esperienza mistica, ma non c’è nulla di più errato! Anche se la mindfulness si basa su tecniche meditative derivanti dalla filosofia buddhista, al giorno d’oggi la pratica non ha nulla a che fare con la religione.

    L’obiettivo della pratica della mindfulness è quello di imparare a guardare ed accettare la realtà nel momento presente per com’è, osservando in maniera distaccata i pensieri negativi e vedendoli per ciò che sono, ossia come prodotti della propria mente che, con la giusta pratica, possono essere compresi e controllati, evitando che possano influire negativamente sulla vita.

    Mindful Eating: come si applica la mindfulness all’alimentazione

    Grazie alla piena consapevolezza che la mindfulness aiuta a raggiungere, è possibile ristabilire un nuovo rapporto con il cibo. Mangiare in piena consapevolezza permette quindi di vivere un’esperienza legata al cibo totalmente diversa, offrendo numerosi benefici:

    • Aumenta il senso di appagamento e apprezzamento del cibo;
    • Ci risintonizza con il senso di fame e sazietà, aiutandoci a non eccedere;
    • Ci aiuta ad essere coscienti dell’origine della nostra fame;
    • Ci permette di restare in contatto con il nostro corpo e con le sue necessità.

    Mindful Eating: 4 esercizi per iniziare a mangiare con consapevolezza

    1. Poniamo attenzione alla sensazione di fame: impariamo a chiederci: “ho davvero fame in questo momento?”. Osserviamo i nostri desideri in merito al cibo e i nostri impulsi. Chiediamoci: “cosa li mette in moto? Desideriamo davvero ciò che vogliamo mangiare? Come ci sentiamo subito dopo?”. 
    2. Impariamo a fare la spesa consapevolmente: programmate quest’attività in modo da avere tempo a disposizione per scegliere il cibo con calma. Evitate di recarvi al supermercato a stomaco vuoto e leggete sempre le etichette con i valori nutrizionali riportate sulle confezioni degli alimenti. Prestate attenzione agli ingredienti, ai valori nutrizionali, ai grassi, al sale, agli zuccheri aggiunti.
    3. Sediamoci per mangiare: troppo spesso andiamo di fretta sottovalutando l’importanza dei pasti e di consumarli con calma. Anche se il tempo a disposizione è poco e siamo di fretta, meglio sforzarci di sederci per mangiare. Non impiegheremo molto tempo in più, saremo comodi e l’esperienza del pasto sarà meno sgradevole!
    4. Proviamo ad essere consapevoli di cosa mangiamo: cerchiamo di disinnescare il pilota automatico, chiedendoci se davvero vogliamo mangiare quel determinato cibo e in che quantità. Prestiamo attenzione ai messaggi che il corpo ci manda. Riusciamo ad avvertire i segnali di sazietà? Quando li sentiamo come ci comportiamo?
      Prestate attenzione anche alle sensazioni che provate una volta finito il pasto: provate stanchezza o vi sentiti pieni di energia? Vi sentite leggeri o appesantiti?

     

    La mindfulness e la mindful eating non sono pratiche così semplici da mettere in pratica inizialmente. Ma non spaventiamoci!

    Ci si può avvicinare a queste tecniche partendo da piccole pratiche quotidiane, come quelle descritte qui sopra, per arrivare a vivere la propria vita in modo sempre più consapevole, sia a tavola che fuori, anche grazie all’aiuto di figure professionali in grado di seguirvi in questo percorso, come il facilitatore mindfulness.

     

    Assistente di studio, laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche.