Laureata in Biologia Sanitaria e in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica con lode accademica, si specializza con un master universitario in Nutrizione Clinica e Preventiva. Acquisisce l’abilitazione professionale con l’Esame di Stato e l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi.
Marzo 16, 2022

Obesità pediatrica

Mar 16, 2022 | Nutrizione, Pediatria

L’obesità pediatrica è una malattia che colpisce diversi organi e apparati e può essere causa di grave disabilità. In Europa si stima che circa il 30% dei bambini sia in sovrappeso o obeso, rendendo di fatto l’obesità pediatrica uno dei principali problemi di salute pubblica.

Statistiche certamente preoccupanti per due motivi in particolare: da una parte poiché la maggior parte dei bambini obesi resteranno tali anche in età adulta, dall’altra perché l’eccesso di peso può essere associato a svariate e gravi patologie in ambito ortopedico, psichico, metabolico e cardiovascolare.

Le cause dell’obesità pediatrica

L’obesità è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo: si introducono più calorie di quelle che si consumano, come risultato di un eccessivo introito (scorretta alimentazione) o di un loro scarso utilizzo (vita sedentaria).

Fattori genetici e ambientali, alimentazione scorretta e sedentarietà possono essere tra le principali cause che si celano dietro a problemi di obesità.

Il patrimonio genetico è la base su cui si inseriscono gli altri fattori: la presenza di uno o entrambi i genitori obesi, ad esempio, rappresenta uno dei fattori di rischio più importanti per la comparsa dell’obesità nel bambino.

Uno stile di vita sedentario (utilizzo di videogiochi rispetto ai giochi all’aria aperta oppure numerose ore quotidiane davanti alla televisione), una dieta scorretta ed il consumo eccessivo di bevande dolci sono tra le principali cause del sovrappeso in età pediatrica.

I rischi per la salute

L’obesità pediatrica può colpire il sistema endocrino (con diabete mellito o pubertà precoce tra le possibili conseguenze), il fegato (causando steatosi epatica), il sistema gastroenterico (calcolosi della colecisti o reflusso gastroesofageo), il rene, il sistema scheletrico (tibia vara e l’epifisiolisi della testa del femore) o l’apparato respiratorio.

Il principale rischio dell’obesità resta, però, quello cardiovascolare con un aumento della mortalità in età adulta direttamente collegato a problemi di obesità in adolescenti e in ragazzi tra i 14 e i 19 anni.

Bambina su bicicletta e bambino su un monopattino all'aperto

6 consigli pratici per prevenire l’obesità pediatrica

L’intervento tempestivo non appena il bambino tende ad aumentare di peso è certamente la migliore forma di prevenzione. In questo senso vi sono sei accorgimenti comportamentali che è possibile adottare per ridurre il rischio che il vostro bambino diventi obeso:

 

  1. abituare il bambino a pasti regolari, evitando così che mangi fuori orario: una colazione sostanziosa, un pranzo e una cena, intervallati da uno spuntino di metà mattina e una merenda il pomeriggio;
  2. evitare eccessivi spuntini, soprattutto se ad alto contenuto calorico e pieni di zuccheri come merendine, gelati, succhi di frutta e bevande gassate;
  3. cercare di ridurre salumi, fritti, condimenti e dolci durante i pasti, limitando l’introito proteico alternando il consumo di carne, uova e formaggi (da non somministrare mai insieme!). Una corretta alimentazione del bambino inizia da una adeguata alimentazione della famiglia;
  4. abituare il bambino a giocare all’aperto e a praticare attività fisica;
  5. rispettare i ritmi di sonno e veglia;

 

limitare a 2 ore al massimo l’utilizzo quotidiano di televisione, computer e videogames durante il tempo libero, fino ad un massimo di 8 ore alla settimana. Inoltre, è consigliabile evitare di mettere davanti alla televisione bambini di età inferiore ai 2 anni d’età.

Quando rivolgersi ad uno specialista

In caso di obesità pediatrica patologica (BMI del bambino superiore al 95° percentile o all’85° in presenza di ipertensione, iperlipidemia o diabete mellito) è bene rivolgersi ad uno specialista, in particolare quando gli accorgimenti per ridurre il peso, limitando l’introito di calorie e facendo svolgere al bambino attività fisica regolare, non sono state sufficienti a ridurre il peso o raggiungere una quota soddisfacente oppure nel caso il pediatra sospetti un’obesità di tipo secondario.

In questi casi lo specialista potrà intervenire, dopo accurata anamnesi ed esame obiettivo, valutando la forma di obesità (di tipo essenziale o secondaria) e richiedendo eventuali esami ematici per confermare la diagnosi o possibili complicanze dell’obesità.

Laureata in Biologia Sanitaria e in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica con lode accademica, si specializza con un master universitario in Nutrizione Clinica e Preventiva. Acquisisce l’abilitazione professionale con l’Esame di Stato e l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi.