Laureata in Biologia Sanitaria e in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica con lode accademica, si specializza con un master universitario in Nutrizione Clinica e Preventiva. Acquisisce l’abilitazione professionale con l’Esame di Stato e l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi.
Luglio 26, 2022

Sindrome colon irritabile

Lug 26, 2022 | Nutrizione, Salute e benessere

Sintomi

La sindrome del colon irritabile, soprannominata anche con la sigla IBS, è una sindrome molto frequente ed è caratterizzata da alterazioni funzionali dell’intestino, in assenza di lesioni anatomiche specifiche.

Sintomi tipici sono la presenza di fastidi a livello intestinale e dolore addominale, accompagnati da gonfiore o distensione, che solitamente migliorano con l’evacuazione.

La sindrome può essere caratterizzata inoltre da una forma prevalentemente diarroica, o prevalentemente stitica oppure una correlazione di entrambe le disfunzioni intestinali (quest’ultima molto più presente).

È più frequente nelle donne di età compresa tra i 20-40 anni e attualmente ha una prevalenza del 20-30% nella popolazione. Pur essendo una sindrome del tutto benigna, è in grado di influenzare negativamente la qualità della vita del soggetto.

Cause

A differenza delle malattie intestinali infiammatorie croniche, come morbo di Chron e rettocolite ulcerosa, l’IBS non causa infiammazione a livello intestinale e non sembra aumentare il rischio di tumori colon-rettali.

L’alterazione funzionale causata dalla sindrome, a sua volta, dipende da molti fattori differenti:

  • Fattori psico-sociali
  • Fattori emozionali
  • Fattori stressanti
  • Predisposizione individuale
  • Intolleranze o allergie alimentari
  • Utilizzo cronico di farmaci
  • Alterazioni flora batterica intestinale

La strategia terapeutica si basa sul trattamento della sintomatologia tramite integratori a base di probiotici e con la dieta.

Probiotici

I probiotici sono microorganismi vivi e attivi che raggiungono indenni l’intestino crasso. Tutti i batteri subiscono negativamente l’azione acida dei succhi gastrici, quindi per evitare che l’integrazione dei probiotici non abbia effetti perché vengono distrutti dall’acidità, è buona norma assumerli a stomaco vuoto.

In questo modo abbiamo la certezza che il pH dello stomaco andrà a incidere il meno possibile sul percorso dei batteri tra la bocca ed il colon. Assumere questi integratori per un periodo relativamente breve potrebbe non avere l’effetto desiderato sulla nostra flora batterica intestinale.

Questo non significa che la cura con i probiotici sia inutile, ma è necessario portare avanti l’integrazione per almeno 3-4 settimane in quantità di circa un miliardo di microorganismi al giorno.

Assumendoli per un intervallo di tempo più breve la quantità di microorganismi che andrebbe a raggiungere il colon potrebbe non essere sufficientemente da dare un reale beneficio all’organismo.

    Dieta

    Per evitare l’utilizzo dei vari farmaci contro i sintomi tipici della sindrome, la dieta gioca un ruolo di fondamentale importanza.

    Innanzitutto non esiste un modello unico di dieta che possiamo applicare a tutti i soggetti che soffrono della sindrome di colon irritabile, come sempre la dieta deve essere personalizzata.

    Anche la qualità dell’alvo, in questo caso, è molto importante: se il soggetto ha prevalentemente una stitichezza sarà utile incrementare l’apporto di fibre e acqua; possono aiutare anche cibi diversamente lassativi come i kiwi e alcuni fattori probiotici.

    In caso di sindrome con eventi diarroici è consigliato aumentare le fibre solubili e limitare quelle insolubili (tendono ad aumentare i gas e quindi il meteorismo). Utile quindi sbucciare sempre la frutta e la verdura e dove possibile eliminare i semini contenuti nell’alimento.

    Ridurre gli elementi osmotici, come i lattulosio presente nel latte caldo, gli alimenti irritanti, quali alcol e caffeina, prediligere il caffè d’orzo o un tè leggero deteinato. Lo stesso vale anche per il cioccolato, le spezie piccanti come il peperoncino e il pepe.

    È consigliato anche ridurre i fodmap che possono determinare i classici fastidi intestinali. In ultima analisi fare attenzione ai probiotici in questo caso perché, se per alcuni dimostrano un effetto positivo, per altri possono aggravare i sintomi

    Laureata in Biologia Sanitaria e in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica con lode accademica, si specializza con un master universitario in Nutrizione Clinica e Preventiva. Acquisisce l’abilitazione professionale con l’Esame di Stato e l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi.