Laureata in Biologia Sanitaria e in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica con lode accademica, si specializza con un master universitario in Nutrizione Clinica e Preventiva. Acquisisce l’abilitazione professionale con l’Esame di Stato e l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi.
Giugno 14, 2022

Sindrome da affaticamento cronico

Giu 14, 2022 | Nutrizione, Salute e benessere

Cos’è la sindrome da affaticamento cronico

La sindrome da affaticamento cronico (CFS), conosciuta anche come encefalomielite mialgica, è un disturbo caratterizzato da uno stato di debolezza cronica, non correlata ad alcuna patologia specifica. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito questa sindrome “una malattia grave, cronica e invalidante”. Essa infatti comporta diversi sintomi, tra cui stanchezza e fatica, dolori muscolari, problemi di concentrazione e insonnia, che non migliorano con il riposo, che risultano privi di una motivazione apparente e che possono addirittura peggiorare dopo uno sforzo fisico o mentale.

Questa subdola patologia non solo risulta debilitante per il soggetto, per cui le più semplici attività quotidiane possono risultare faticose, ma implica anche una profonda disregolazione del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e del sistema immunitario, oltre a una disfunzione del metabolismo e anomalie cardiovascolari.

Da cosa è causata?

La sindrome da affaticamento cronico può essere legata a diverse cause, tra cui:

  • infezioni di tipo virale, come ad esempio il Covid-19;
  • difetti del sistema immunitario;
  • sbilanciamenti ormonali;
  • problemi di natura psicologica: alcune persone con sindrome da stanchezza cronica in passato hanno vissuto periodi di forte stress psicologico o un forte trauma emotivo

 

L’encefalomielite mialgica risulta colpire più frequentemente persone di età compresa tra i 40 e i 50 anni e di sesso femminile, tuttavia può colpire chiunque, persino bambini e adolescenti (spesso tra i 13 e i 15 anni).

    Sindrome da affaticamento cronico e Long Covid

    Diverse persone, nonostante siano guarite dal Covid-19 ormai da tempo, continuano a lamentare affaticamento, difficoltà nel ritmo sonno-veglia e dolori muscolari.

    Si tratta del Long Covid (o Sindrome post-Covid), un’espressione che indica una condizione del paziente guarito da Covid-19 e negativo al tampone che continua a manifestare sintomi legati alla malattia da più di 12 settimane dopo l’evento acuto.  

    Il Long Covid colpisce 1 paziente su 10 affetti da Covid-19. Si tratta di una condizione che riguarda soggetti di tutte le età, che non necessariamente hanno manifestato sintomi clinici significativi durante la fase acuta dell’infezione.

    Alcuni fattori, tuttavia, sono predisponenti, quali:

    • età avanzata: a casa della condizione di fragilità l’anziano è più predisposto all’insorgenza di long covid;
    • indice di massa corporea: i pazienti in sovrappeso hanno maggior frequenza di sviluppo del long covid;
    • presenza di patologie croniche.

     

    Tra i principali sintomi del Long Covid troviamo:

    • tosse;
    • problemi di memoria;
    • fiato corto;
    • dolori articolari;
    • difficoltà di concentrazione;
    • palpitazioni;
    • disturbi del sonno;
    • problemi gastrointestinali (disbiosi);
    • astenia;
    • rinite-congiuntivite.

    La giusta nutrizione può aiutare nella guarigione

    Non esiste ad oggi una cura specifica in grado di risolvere la sindrome da stanchezza cronica, tuttavia esistono alcuni rimedi e strategie terapeutiche che ne possono attenuare i sintomi, permettendo così a chi ne soffre di vivere una vita relativamente normale, tra i quali:

    • correggere lo stile di vita, se necessario;
    • incentivare un riposo più profondo con sedativi e ipnotici;
    • gestire le crisi di panico, ansia o depressione con l’aiuto di uno psicologo;
    • tenere sotto controllo il dolore fisico con gli antidolorifici;
    • avvalersi di un adeguato movimento fisico e di tecniche di rilassamento e/o meditazione (come ad esempio lo yoga).

     

    Seguire una dieta sana ed equilibrata si rivela molto importante per il trattamento dei sintomi.

    Diverse ricerche scientifiche hanno infatti evidenziato come la sindrome da stanchezza cronica possa essere influenzata dalla dieta, riscontrando che il consumo di determinati alimenti può condurre ad un peggioramento dei sintomi.

    Ecco 5 semplici consigli per migliorare il grave senso di affaticamento tipico di questo disturbo:

     

    1. riduci l’assunzione di caffeina che, se assunta in eccesso, può influenzare negativamente la qualità del sonno;
    2. cerca di bere molta acqua, poiché la disidratazione può peggiorare il senso di fatica;
    3. riduci l’assunzione di zuccheri;
    4. assumi alimenti ad azione antinfiammatoria, come il pesce e olio extravergine di oliva;
    5. sforzati di assumere 5 pasti al giorno: mangiare frequentemente, infatti, aiuta a migliorare l’energia.
     
    Laureata in Biologia Sanitaria e in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica con lode accademica, si specializza con un master universitario in Nutrizione Clinica e Preventiva. Acquisisce l’abilitazione professionale con l’Esame di Stato e l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi.